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mercoledì 20 ottobre 2010

FRANCIA, IL GOVERNO VUOLE REPRIMERE CON LA FORZA LA PROTESTA, MA LA RESISTENZA DEI LAVORATORI NON SI FERMA

FRANCIA: PENSIONI; SBLOCCATI DEPOSITI, ALTRI OCCUPATI BRACCIO DI FERRO SU DISTRIBUZIONE CARBURANTE NEL PAESE
«Continueremo a procedere allo sblocco dei depositi fin quando sarà necessario»: il ministro degli Interni francese, Brice Hortefeux, esprime grande fermezza questa mattina, dopo lo sgombero di tre importanti depositi di carburante nella notte da parte delle forze dell'ordine. Ma i manifestanti contro la riforma delle pensioni annunciano che altri siti di stoccaggio carburante sono stati occupati, uno dei quali garantisce i rifornimenti a diversi aeroporti civili e militari nel sud della Francia. Dopo la sesta giornata di mobilitazione di ieri, macchiata da episodi di violenza da parte dei 'casseurs' alla fine delle manifestazioni, l'agitazione sociale si è trasferita in gran parte al braccio di ferro sulla distribuzione del carburante nel Paese, dove ieri oltre 4.000 pompe di benzina erano a secco. Come annunciato ieri pomeriggio dal primo ministro Francois Fillon, il governo si è messo al lavoro per sbloccare i depositi: poco prima delle 4 del mattino le forze dell'ordine hanno sgomberato quelli di Donges (ovest), di Le Mans (nord) e della Rochelle (ovest), senza incidenti. Nel primo caso, tuttavia, la strada di accesso a Donges è stata bloccata nuovamente poco più tardi dai manifestanti e il sito è di nuovo inaccessibile stamattina. In Normandia, a Caen, il deposito di carburante che era stato sbloccato ieri dai gendarmi è stato nuovamente occupato dai militanti del sindacato Cgt, che hanno anche preso il controllo degli oleodotti di Port-de-Bouc, nella regione di Marsiglia. Cinquecento manifestanti hanno poi bloccato lo strategico deposito che rifornisce gli aeroporti di Nizza, Marsiglia, Lione oltre alle basi militari della regione. (ANSAmed).



FRANCIA: PENSIONI, NUOVI INCIDENTI A LIONE, AUTO IN FIAMME
Nuovi incidenti sono scoppiati questa mattina nel centro di Lione, una delle zone più calde dopo le manifestazioni di ieri in Francia contro la riforma delle pensioni. Secondo giornalisti sul posto, un'auto è stata data alle fiamme. (ANSA).

Francia: pensioni, delinquenti da punire. Bloccato deposito rifornimenti aeroporti
Le forze dell'ordine francesi non lasceranno 'impuniti i delinquenti': lo ha detto il ministro dell'Interno di Parigi, Brice Hortefeux, riferendosi agli episodi di violenza esplosi ieri a margine delle manifestazioni contro la riforma delle pensioni. Il ministro ha annunciato che nella notte sono stati sgomberati tre depositi di carburante mentre i sindacati hanno bloccato nel sud della Francia il principale deposito di rifornimenti degli aeroporti civili e militari del Paese.

Tratto da: www.controlacrisi.org

lunedì 11 ottobre 2010

Inps, è ufficiale: i precari saranno senza pensione. Silenzio dei media o scatta la rivolta

Articolo tratto da: contintasca.blogosfere.com

"La notizia è arrivata e conferma la peggiore delle ipotesi. Rimarrà sotto traccia per ovvi motivi, anche se in Rete possiamo farla circolare. Se siete precari sappiate che non riceverete la pensione. I contributi che state versando servono soltanto a pagare chi la pensione ce l'ha garantita. Perché l'Inps debba nascondere questa verità è evidente: per evitare la rivolta. Ad affermarlo non sono degli analisti rivoluzionari e di sinistra ma lo stesso presidente dell'istituto di previdenza, Antonio Mastropasqua che, come scrive Agoravox, ha finalmente risposto a chi gli chiedeva perché l'INPS non fornisce ai precari la simulazione della loro pensione futura come fa con gli altri lavoratori: "Se dovessimo dare la simulazione della pensione ai parasubordinati rischieremmo un sommovimento sociale".

Intrage scrive che l'annuncio è stato dato nel corso di un convegno: la notizia principale sarebbe dovuta essere quella che l'Inps invierà, la prossima settimana, circa 4 milioni di lettere ai parasubordinati, dopo quelle spedite a luglio ai lavoratori dipendenti, per spiegare come consultare on line la posizione previdenziale personale. Per verificare, cioè, i contributi che risultano versati.

La seconda notizia è che non sarà possibile, per il lavoratore parasubordinato, simulare sullo stesso sito quella che dovrebbe essere la sua pensione, come invece possono già fare i lavoratori dipendenti. Il motivo di questa differenza pare sia stato spiegato da Mastrapasqua proprio con quella battuta. Per dire, in altre parole, che se i vari collaboratori, consulenti, lavoratori a progetto, co.co.co., iscritti alla gestione separata Inps, cioè i parasubordinati, venissero a conoscenza della verità, potrebbero arrabbiarsi sul serio. E la verità è che col sistema contributivo, i trattamenti maturati da collaboratori e consulenti spesso non arrivano alla pensione minima.

I precari, i lavoratori parasubordinati come si chiamano per l'INPS gli "imprenditori di loro stessi" creati dalle politiche neoliberiste, non avranno la pensione. Pagano contributi inutilmente o meglio: li pagano perché l'INPS possa pagare la pensione a chi la maturerà. Per i parasubordinati la pensione non arriverà alla minima, nemmeno se il parasubordinato riuscirà, nella sua carriera lavorativa, a non perdere neppure un anno di contribuzione.

L'unico sistema che l'INPS ha trovato per affrontare l'amara verità, è stato quello di nascondere ai lavoratori che nel loro futuro la pensione non ci sarà, sperando che se ne accorgano il più tardi possibile e che facciano meno casino possibile.

Quindi paghiamo i nostri contributi che non rivedremo sotto forma di pensione. Se reagiamo adesso, forse, abbiamo ancora la speranza di una pensione minima.

http://contintasca.blogosfere.it/2010/10/inps-e-ufficiale-i-precari-saranno-senza-pensione-silenzio-dei-media-o-scatta-la-rivolta.html