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venerdì 28 gennaio 2011

FIOM: MIGLIAIA NELLE PIAZZE; LANDINI, SCIOPERO GENERALE


CORTEI IN TUTTA ITALIA CON STUDENTI, NO AGLI ACCORDI MARCHIONNE (di Amalia Angotti). (ANSA) - TORINO, 28 GEN - Migliaia di lavoratori metalmeccanici sono scesi nelle piazze italiane, da Nord a Sud, per urlare il loro no agli accordi Fiat di Pomigliano e Mirafiori, ma anche al tentativo di smantellare il contratto nazionale. Hanno chiesto a gran voce lo sciopero generale e non sono mancate le contestazioni agli esponenti della Cgil intervenuti dai palchi, dopo i fischi di Bologna alla leader Susanna Camusso. Sono state in tutto 18 le manifestazioni regionali, quattro provinciali in Liguria: in tutte le città sede di stabilimenti Fiat ci sono state iniziative e in molti casi hanno partecipato ai cortei anche i sindacati di base e gli studenti. Come al solito, guerra di cifre sulle adesioni: per la Fiom è stata superiore al 70% e le fabbriche si sono svuotate, mentre per Federmeccanica la media è del 18% e per la Fiat del 15% (24% alla Sevel, 10% a Melfi e 12,5% a Cassino). «Ora - ha detto il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, in corteo a Milano - serve uno sciopero generale. Federmeccanica e Confindustria devono sapere che se fanno quello che fa la Fiat succede un conflitto che non ha precedenti nel nostro Paese». Landini, che ha negato attriti con Susanna Camusso, ha annunciato che la prossima settimana proporrà all'assemblea dei delegati Fiom di aprire una consultazione straordinaria in tutte le fabbriche per decidere le iniziative da portare avanti. Non commenta Camusso, che si trova ad Auschwitz, ma altri esponenti della Cgil, come Vincenzo Scudiere, giudicano «sbagliato usare la piazza per chiedere lo sciopero generale». Momenti di tensione si sono registrati a Milano, dove sono stati lanciati uova e vernice contro la sede di Assolombarda e della Uil, a Genova, dove sono state tirate pietre e fumogeni contro la sede di Confindustria, ad Ancona, dove l'accesso al porto è rimasto bloccato per tutta la mattinata, mentre a Torino c'è stato un blitz in un'agenzia di lavoro interinale e a Cassino sono state bloccate due stazioni ferroviarie. Ad Arcore, dove hanno manifestato i Cub, è stato fatto il tiro al bersaglio con freccette e uova contro sagome di Berlusconi, Marchionne e Marcegaglia. Per gli altri sindacati lo sciopero della Fiom è stato «un flop e non ha ottenuto risultati». Il segretario generale della Fim, Giuseppe Farina, parla di «fallimento, con tanta politica e pochi operai in piazza». In sostegno della lotta della Fiom i militanti del sindacato Sierpien '80 (l'agostò80) che lavorano presso le fabbriche della Fiat in Polonia hanno organizzato picchetti a Varsavia sotto la sede dell'ambasciata italiana. (ANSA).

Articolo tratto da controlacrisi.org

Venerdì 28 sciopero generale del sindacalismo di base e corteo a Livorno .

Venerdì 28 gennaio, è stato proclamato lo sciopero generale da parte della Fiom e di tutto il sindacalismo di base, per protestare contro l'accordo Fiat a Mirafiori e Pomigliano e contro la crisi che colpisce il mondo del lavoro in genere.
In Toscana, la manifestazione regionale si terrà a Massa, areaparticolarmente colpita dalla crisi del lavoro, con una fabbrica chiusa, la Eaton, considerata il simbolo di questa protesta.
Anche a Livorno si terrà un corte che vede uniti operai e studenti.
Questo articolo tratto da senzasoste.it illustra la situazione:

"UNO SCIOPERO GENERALE DIVERSO DAL SOLITO
Quella del 28 gennaio prossimo è la data scelta dalla FIOM (i metalmeccanici della CGIL) per scioperare contro gli accordi capestro di Marchionne a Mirafiori e Pomigliano: questi accordi riguardano tutti, visto che intaccano democrazia, rappresentanza, contratto nazionale e diritto di sciopero, legalizzando gli attacchi ai diritti dei lavoratori portati avanti negli ultimi 20 anni.
TUTTI POSSONO SCIOPERARE IL 28 GENNAIO: per quel giorno, infatti, il sindacalismo di base ha indetto lo sciopero generale di tutte le categorie del lavoro pubblico e privato, per chi vorrà essere “concretamente” a fianco dei metalmeccanici, contro la brutalità dell’aut aut deciso da Marchionne: vuoi lavorare o vuoi conservare i diritti sopravvissuti in questi ultimi anni?
Se per lavorare si deve “volontariamente” accettare il ricatto di condizioni di lavoro di tipo schiavistico forse è giunto il momento di dire BASTA e di dirlo come se quella stessa proposta fosse fatta a tutti. Per questo il 28 gennaio non vogliamo lasciarli soli contro Marchionne.
Questa volta non proponiamo uno sciopero per rivendicare diritti e aumenti contrattuali per un singolo settore lavorativo . Oggi proponiamo di dare allo sciopero un significato preciso: dire NO al ricatto di Marchionne e a tutto ciò che a cascata ne potrà venire.
I 2120 operai di Mirafiori hanno avuto il coraggio di rinunciare ad una promessa di lavoro, noi chiediamo di rinunciare ad una giornata di lavoro per dire che non vogliamo contribuire a far passare nel silenzio e nella rassegnazione questo ulteriore attacco alla condizione lavorativa dei dipendenti pubblici e privati. Se ammalarsi a Mirafiori diventa una colpa da pagare a suon di euro, se scioperare comporterà sanzioni disciplinari fino al licenziamento, chi può seriamente pensare che anche altrove non si possa pensare di fare altrettanto? Di questo passo cosa può impedire a lorsignori di applicare per tutti i lavoratori e per tutti i settori gli stessi meccanismi imposti da Marchionne contro i contratti nazionali, contro i diritti e contro la dignità di chi lavora?
Un’attacco ,portato dal padronato e dal governo, che arriva dopo quello alla scuola e università con i decreti Gelmini, dopo il collegato lavoro, dopo il blocco degli stipendi e del turn over nel pubblico impiego .Tutto questo necessita di una risposta forte e incisiva, per questo anche a Livorno va cercata la più ampia e convinta mobilitazione , collegando la risposta a questo ulteriore , alla situazione di una città che vive la crisi in modo drammatico con la perdita di posti di lavoro, la cassaintegrazione e la disoccupazione.
Per questo Venerdi 28 gennaio insieme ai metalmeccanici, indetto dall’insieme dei Sindacati di base, dagli studenti ,da movimenti sociali a Livorno ci sarà una giornata di sciopero generale con :
CORTEO DI LAVORATORI E STUDENTI CONCENTRAMENTO ORE 9,00 PIAZZA CAVOUR
Comitato per il diritto al Lavoro
Hanno dato l’adesione ed organizzano la giornata di sciopero generale a Livorno: Confederazione Cobas, Confederazione USB Livorno, C.I.B.Unicobas, , Coordinamento studentesco Livornese. Coordinamento precari della scuola
Altre adesioni arrivate fino ad adesso : la CGIL che vogliamo di Livorno, L’Internazionale, Sinistra Critica, P.C.L., F.A.I., Collettivo Anarchico Libertario, Centro Politico 1921.Centro sociale Godzilla

mercoledì 20 ottobre 2010

FRANCIA, IL GOVERNO VUOLE REPRIMERE CON LA FORZA LA PROTESTA, MA LA RESISTENZA DEI LAVORATORI NON SI FERMA

FRANCIA: PENSIONI; SBLOCCATI DEPOSITI, ALTRI OCCUPATI BRACCIO DI FERRO SU DISTRIBUZIONE CARBURANTE NEL PAESE
«Continueremo a procedere allo sblocco dei depositi fin quando sarà necessario»: il ministro degli Interni francese, Brice Hortefeux, esprime grande fermezza questa mattina, dopo lo sgombero di tre importanti depositi di carburante nella notte da parte delle forze dell'ordine. Ma i manifestanti contro la riforma delle pensioni annunciano che altri siti di stoccaggio carburante sono stati occupati, uno dei quali garantisce i rifornimenti a diversi aeroporti civili e militari nel sud della Francia. Dopo la sesta giornata di mobilitazione di ieri, macchiata da episodi di violenza da parte dei 'casseurs' alla fine delle manifestazioni, l'agitazione sociale si è trasferita in gran parte al braccio di ferro sulla distribuzione del carburante nel Paese, dove ieri oltre 4.000 pompe di benzina erano a secco. Come annunciato ieri pomeriggio dal primo ministro Francois Fillon, il governo si è messo al lavoro per sbloccare i depositi: poco prima delle 4 del mattino le forze dell'ordine hanno sgomberato quelli di Donges (ovest), di Le Mans (nord) e della Rochelle (ovest), senza incidenti. Nel primo caso, tuttavia, la strada di accesso a Donges è stata bloccata nuovamente poco più tardi dai manifestanti e il sito è di nuovo inaccessibile stamattina. In Normandia, a Caen, il deposito di carburante che era stato sbloccato ieri dai gendarmi è stato nuovamente occupato dai militanti del sindacato Cgt, che hanno anche preso il controllo degli oleodotti di Port-de-Bouc, nella regione di Marsiglia. Cinquecento manifestanti hanno poi bloccato lo strategico deposito che rifornisce gli aeroporti di Nizza, Marsiglia, Lione oltre alle basi militari della regione. (ANSAmed).



FRANCIA: PENSIONI, NUOVI INCIDENTI A LIONE, AUTO IN FIAMME
Nuovi incidenti sono scoppiati questa mattina nel centro di Lione, una delle zone più calde dopo le manifestazioni di ieri in Francia contro la riforma delle pensioni. Secondo giornalisti sul posto, un'auto è stata data alle fiamme. (ANSA).

Francia: pensioni, delinquenti da punire. Bloccato deposito rifornimenti aeroporti
Le forze dell'ordine francesi non lasceranno 'impuniti i delinquenti': lo ha detto il ministro dell'Interno di Parigi, Brice Hortefeux, riferendosi agli episodi di violenza esplosi ieri a margine delle manifestazioni contro la riforma delle pensioni. Il ministro ha annunciato che nella notte sono stati sgomberati tre depositi di carburante mentre i sindacati hanno bloccato nel sud della Francia il principale deposito di rifornimenti degli aeroporti civili e militari del Paese.

Tratto da: www.controlacrisi.org