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venerdì 28 gennaio 2011

FIOM: MIGLIAIA NELLE PIAZZE; LANDINI, SCIOPERO GENERALE


CORTEI IN TUTTA ITALIA CON STUDENTI, NO AGLI ACCORDI MARCHIONNE (di Amalia Angotti). (ANSA) - TORINO, 28 GEN - Migliaia di lavoratori metalmeccanici sono scesi nelle piazze italiane, da Nord a Sud, per urlare il loro no agli accordi Fiat di Pomigliano e Mirafiori, ma anche al tentativo di smantellare il contratto nazionale. Hanno chiesto a gran voce lo sciopero generale e non sono mancate le contestazioni agli esponenti della Cgil intervenuti dai palchi, dopo i fischi di Bologna alla leader Susanna Camusso. Sono state in tutto 18 le manifestazioni regionali, quattro provinciali in Liguria: in tutte le città sede di stabilimenti Fiat ci sono state iniziative e in molti casi hanno partecipato ai cortei anche i sindacati di base e gli studenti. Come al solito, guerra di cifre sulle adesioni: per la Fiom è stata superiore al 70% e le fabbriche si sono svuotate, mentre per Federmeccanica la media è del 18% e per la Fiat del 15% (24% alla Sevel, 10% a Melfi e 12,5% a Cassino). «Ora - ha detto il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, in corteo a Milano - serve uno sciopero generale. Federmeccanica e Confindustria devono sapere che se fanno quello che fa la Fiat succede un conflitto che non ha precedenti nel nostro Paese». Landini, che ha negato attriti con Susanna Camusso, ha annunciato che la prossima settimana proporrà all'assemblea dei delegati Fiom di aprire una consultazione straordinaria in tutte le fabbriche per decidere le iniziative da portare avanti. Non commenta Camusso, che si trova ad Auschwitz, ma altri esponenti della Cgil, come Vincenzo Scudiere, giudicano «sbagliato usare la piazza per chiedere lo sciopero generale». Momenti di tensione si sono registrati a Milano, dove sono stati lanciati uova e vernice contro la sede di Assolombarda e della Uil, a Genova, dove sono state tirate pietre e fumogeni contro la sede di Confindustria, ad Ancona, dove l'accesso al porto è rimasto bloccato per tutta la mattinata, mentre a Torino c'è stato un blitz in un'agenzia di lavoro interinale e a Cassino sono state bloccate due stazioni ferroviarie. Ad Arcore, dove hanno manifestato i Cub, è stato fatto il tiro al bersaglio con freccette e uova contro sagome di Berlusconi, Marchionne e Marcegaglia. Per gli altri sindacati lo sciopero della Fiom è stato «un flop e non ha ottenuto risultati». Il segretario generale della Fim, Giuseppe Farina, parla di «fallimento, con tanta politica e pochi operai in piazza». In sostegno della lotta della Fiom i militanti del sindacato Sierpien '80 (l'agostò80) che lavorano presso le fabbriche della Fiat in Polonia hanno organizzato picchetti a Varsavia sotto la sede dell'ambasciata italiana. (ANSA).

Articolo tratto da controlacrisi.org

Venerdì 28 sciopero generale del sindacalismo di base e corteo a Livorno .

Venerdì 28 gennaio, è stato proclamato lo sciopero generale da parte della Fiom e di tutto il sindacalismo di base, per protestare contro l'accordo Fiat a Mirafiori e Pomigliano e contro la crisi che colpisce il mondo del lavoro in genere.
In Toscana, la manifestazione regionale si terrà a Massa, areaparticolarmente colpita dalla crisi del lavoro, con una fabbrica chiusa, la Eaton, considerata il simbolo di questa protesta.
Anche a Livorno si terrà un corte che vede uniti operai e studenti.
Questo articolo tratto da senzasoste.it illustra la situazione:

"UNO SCIOPERO GENERALE DIVERSO DAL SOLITO
Quella del 28 gennaio prossimo è la data scelta dalla FIOM (i metalmeccanici della CGIL) per scioperare contro gli accordi capestro di Marchionne a Mirafiori e Pomigliano: questi accordi riguardano tutti, visto che intaccano democrazia, rappresentanza, contratto nazionale e diritto di sciopero, legalizzando gli attacchi ai diritti dei lavoratori portati avanti negli ultimi 20 anni.
TUTTI POSSONO SCIOPERARE IL 28 GENNAIO: per quel giorno, infatti, il sindacalismo di base ha indetto lo sciopero generale di tutte le categorie del lavoro pubblico e privato, per chi vorrà essere “concretamente” a fianco dei metalmeccanici, contro la brutalità dell’aut aut deciso da Marchionne: vuoi lavorare o vuoi conservare i diritti sopravvissuti in questi ultimi anni?
Se per lavorare si deve “volontariamente” accettare il ricatto di condizioni di lavoro di tipo schiavistico forse è giunto il momento di dire BASTA e di dirlo come se quella stessa proposta fosse fatta a tutti. Per questo il 28 gennaio non vogliamo lasciarli soli contro Marchionne.
Questa volta non proponiamo uno sciopero per rivendicare diritti e aumenti contrattuali per un singolo settore lavorativo . Oggi proponiamo di dare allo sciopero un significato preciso: dire NO al ricatto di Marchionne e a tutto ciò che a cascata ne potrà venire.
I 2120 operai di Mirafiori hanno avuto il coraggio di rinunciare ad una promessa di lavoro, noi chiediamo di rinunciare ad una giornata di lavoro per dire che non vogliamo contribuire a far passare nel silenzio e nella rassegnazione questo ulteriore attacco alla condizione lavorativa dei dipendenti pubblici e privati. Se ammalarsi a Mirafiori diventa una colpa da pagare a suon di euro, se scioperare comporterà sanzioni disciplinari fino al licenziamento, chi può seriamente pensare che anche altrove non si possa pensare di fare altrettanto? Di questo passo cosa può impedire a lorsignori di applicare per tutti i lavoratori e per tutti i settori gli stessi meccanismi imposti da Marchionne contro i contratti nazionali, contro i diritti e contro la dignità di chi lavora?
Un’attacco ,portato dal padronato e dal governo, che arriva dopo quello alla scuola e università con i decreti Gelmini, dopo il collegato lavoro, dopo il blocco degli stipendi e del turn over nel pubblico impiego .Tutto questo necessita di una risposta forte e incisiva, per questo anche a Livorno va cercata la più ampia e convinta mobilitazione , collegando la risposta a questo ulteriore , alla situazione di una città che vive la crisi in modo drammatico con la perdita di posti di lavoro, la cassaintegrazione e la disoccupazione.
Per questo Venerdi 28 gennaio insieme ai metalmeccanici, indetto dall’insieme dei Sindacati di base, dagli studenti ,da movimenti sociali a Livorno ci sarà una giornata di sciopero generale con :
CORTEO DI LAVORATORI E STUDENTI CONCENTRAMENTO ORE 9,00 PIAZZA CAVOUR
Comitato per il diritto al Lavoro
Hanno dato l’adesione ed organizzano la giornata di sciopero generale a Livorno: Confederazione Cobas, Confederazione USB Livorno, C.I.B.Unicobas, , Coordinamento studentesco Livornese. Coordinamento precari della scuola
Altre adesioni arrivate fino ad adesso : la CGIL che vogliamo di Livorno, L’Internazionale, Sinistra Critica, P.C.L., F.A.I., Collettivo Anarchico Libertario, Centro Politico 1921.Centro sociale Godzilla

lunedì 27 dicembre 2010

Accordo Mirafiori, la Fiom incalza la Cgil: "Svolta fascista, serve lo sciopero generale"

Cremaschi, presidente del Comitato centrale del sindacato metalmeccanico, invita la Camusso alla mobilitazione e a non sperare nell'aiuto di Confindustria: "Non lo fecero neppure nel 1925". Bersani: "Portare il caso in Parlamento, e la rappresentanza va riformata, non disarticolata"

ROMA - Dopo l'accordo separato su Mirafiori e quella che in un'intervista a Repubblica 1 la leader della Cgil Susanna Camusso chiama la "svolta autoritaria" della Fiat, l'unica risposta possibile è lo sciopero generale. E' questa la posizione di Giorgio Cremaschi, presidente del Comitato centrale della Fiom.

Il 29 dicembre, ricorda Cremaschi, si terrà un comitato "straordinario" in cui verranno prese delle decisioni. "E' vero che l'accordo di Mirafiori è storico - dice Cremaschi - ha un solo precedente: il 2 ottobre 1925 quando Mussolini, la Confindustria e i sindacati fascisti e nazionalisti sottoscrissero l'abolizione delle commissioni interne. Oggi Marchionne Cisl e Uil aboliscono in Fiat e Mirafiori le Rsu e le elezioni democratiche. E' un atto di un autoritarismo senza precedenti nella storia della Repubblica: nemmeno negli anni '50 si tolse ai lavoratori Fiat il diritto a votare per le loro rappresentanze. Per Cisl e Uil è una vergogna assoluta".

Alla Cgil e a Susanna Camusso Cremaschi dice: "Deve finirla di illudersi che la Confindustria isoli la Fiat: non è successo nel 1925 e non succederà oggi, quindi l'unica risposta alla svolta autoritaria è lo sciopero generale". Lo scorso 22 dicembre, incontrando una delegazione del movimento studentesco romano, la segretaria della Cgil, rispondendo alla richiesta di uno sciopero generale da convocare anche a sostegno della protesta contro i tagli all'istruzione, aveva però precisato che "i tempi non sono maturi".

tratto da www.repubblica.it

PS: Personalmente, mi piacerebbe una presa di posizione forte della Federazione della Sinistra, per due motivi: il primo per ritornare ad essere il punto di riferimento dei lavoratori, secondo, non lasciare che questo punto di riferimento sia Bersani col PD (mi risulta molto difficile solo pensarlo) o la Lega, che riesce ad ottenere consensi solo perchè contrappone il lavoratore italiano a quello straniero.

Il nuovo ricatto di Mirafiori .

«È la firma della vergogna». Non si trattiene il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, a pochi minuti dalla chiusura dell'accordo a Mirafiori. Un altro senza i metalmeccanici della Cgil. «Non potevamo firmare - spiega - perché si cancella in una volta sola il contratto nazionale, lo Statuto dei lavoratori, le leggi che tutelano il lavoro. E vengono peggiorate le condizioni degli operai alle linee. È come Pomigliano, ma per alcuni versi un'intesa peggiore».

Cosa c'è di nuovo rispetto a Pomigliano? Perché parlate di attacco allo Statuto?
C'è un allegato all'accordo, il cui contenuto noi riteniamo gravissimo. Dice che solo chi è firmatario di questo accordo ha diritto alla rappresentanza sindacale. Cancellano il diritto dei lavoratori a eleggere liberamente le proprie Rsu, si torna indietro quasi alle Rsa nominate dall'alto, se non peggio. E qui sta l'attacco alla legge 300, lo Statuto dei lavoratori, che garantisce, come la Costituzione, il diritto e la possibilità di esercitare pienamente i diritti sindacali.

Praticamente è una norma scritta per far fuori voi, che non avete firmato. È un danno anche per le altre sigle?
Certo, oggi è scritta contro di noi, ma vorrei far riflettere tutti sulla portata storica di questa norma, soprattutto se passa nella fabbrica simbolo della Fiat. Praticamente si sta cambiando la natura delle organizzazioni confederali e delle relazioni industriali italiane, passando da un sindacato che rappresenta i lavoratori, a uno corporativo e aziendale, che fa da gendarme.

Peggiorano anche le condizioni di lavoro? Come?
Su quel piano siamo a una riedizione di Pomigliano, con qualche modifica. Pause ridotte, 120 ore di straordinario invece delle 40 da contratto, la possibilità per l'azienda di ordinare quando vuole le 10 ore sulla linea di montaggio, o di non retribuire le prime due giornate di malattia. Poi ci sono clausole e sanzioni contro i lavoratori che scioperano.

Gli altri sindacati dicono che le nuove condizioni vengono compensate da 3700 euro in più in busta ogni anno, che in tempi di crisi sono indubbiamente soldi.
Ma portare quei soldi a giustificazione, come se fossero una novità di questo accordo, è un assurdo. Sono esattamente i soldi acquisiti in tutti gli ultimi anni di contrattazione aziendale, come maggiorazioni del lavoro notturno, del sabato o della domenica. Dunque è chiaro se se aumentano i turni vengono fuori: su quello non c'è nulla di nuovo.

Con l'intesa la Fiat è uscita dal contratto nazionale?
Questo accordo diventerebbe l'unico contratto collettivo per Mirafiori, dunque sì. È il primo livello, non si fa riferimento ad altro. Vorrei capire come la vede Confindustria, con la Fiat che sta uscendo via via dall'associazione: Emma Marcegaglia non mi pareva convintissima della cosa fino solo a pochi giorni fa. Ma soprattutto, così saltano tutte le regole: è come se nella città di Torino si decidesse d'improvviso di non applicare più la Costituzione italiana.

A vostro parere si andrà nella stessa direzione a Melfi? E magari poi a Cassino?
A questo punto non escludo nulla. Voglio solo ricordare che qualcuno parlava di Pomigliano come «caso unico». E ora vediamo dove siamo.

Ma adesso voi cosa farete? Parteciperete al voto annunciato da Cisl e Uil, e che piace anche a Marchionne? Quello in cui chiede il consenso di almeno il 51%?
Qualsiasi referendum in queste condizioni, con il ricatto tra lavoro, investimenti e diritti, è illegittimo: lo diciamo ora, come lo abbiamo detto a Pomigliano. E anche se otterrà la maggioranza, non basterà a farci cambiare idea sull'accordo: tornando all'esempio di Torino, è come se si tenesse solo lì un referendum per farla uscire dall'Italia.

La Fiom chiede alla Cgil di indire lo sciopero generale. Ora immagino che la richiesta si farà più pressante.
Sicuramente si aggiunge un elemento non di poco conto: l'addio al contratto nazionale e allo Statuto dei lavoratori nel maggiore gruppo italiano. C'è la protesta degli studenti, il Collegato lavoro. Sulla Fiat, comunque, la Fiom aveva già deciso una giornata di mobilitazione per gennaio: dopo quest'accordo, è necessario fare di nuovo il punto.

Antonio Sciotto

tratto da Il Manifesto del 26 dicembre 2010

giovedì 7 ottobre 2010

Salvi a Galimberti: "Rai trasmetta diretta della manifestazione Fiom"

FEDERAZIONE DELLA SINISTRA:

“LA RAI TRASMETTA LA DIRETTA DELLA MANIFESTAZIONE FIOM”

Salvi (portavoce della Federazione): “Un appuntamento di grande rilievo per l’intero Paese”



“La Rai trasmetta la diretta della manifestazione della Fiom del 16 ottobre”: è questa la richiesta che la Federazione della Sinistra avanza al presidente della Rai, Paolo Galimberti.

“Quella che si prepara è una manifestazione di grande rilievo per l’intero Paese, per i diritti del lavoro e dei lavoratori”, dice Cesare Salvi, portavoce della Federazione : “Per questo chiediamo che la Rai, che ha tra i suoi doveri il rispetto del pluralismo, dia ampia e completa copertura informativa alla grande iniziativa della Fiom-Cgil a Roma, trasmettendo in diretta la manifestazione”.


Roma, 7 ottobre 2010

martedì 5 ottobre 2010

sottoscrizioni dell'appello livornese pro 16 ottobre

APPELLO A SOSTEGNO DELLA MANIFESTAZIONE INDETTA DALLA FIOM PER IL 16 OTTOBRE

Noi, donne e uomini, lavoratori, precari, disoccupati, studenti e pensionati aderiamo alla manifestazione nazionale promossa dalla FIOM-CGIL per il 16 ottobre.

La cancellazione del contratto nazionale del lavoro (che lascerà più soli e deboli i lavoratori di fronte agli interessi delle aziende), lo smantellamento dell’apparato industriale e della scuola pubblica (tendente a riproporre una selezione di classe nella formazione della futura classe dirigente del nostro paese) rappresentano il pericoloso attacco concentrico alla Costituzione Repubblicana e Antifascista.
Un attacco prima attuato sul terreno istituzionale (svilimento del ruolo del Parlamento e delle assemblee elettive, il maggioritario, bipolarismo-bipartitismo) ed oggi portato - con una violenza senza precedenti - sul terreno sociale ed economico.

Occorre agire subito per trasformare il 16 ottobre in una grande manifestazione di popolo, in una risposta forte a Federmeccanica, a Confindustria e al Governo, per contrastare il tentativo di spazzare via il sindacato riducendolo a supino garante della pace sociale e delle ragioni dell’impresa.

Una manifestazione che dia sbocco unitario alle tante lotte (non solo dei metalmeccanici), ai tanti conflitti (come quelli della scuola e contro i tagli agli enti locali), ai movimenti (come quello per l’acqua pubblica) che, nel tempo duro della crisi, si sono attivati.

Che impedisca lo scambio tra diritti e lavoro ed il tentativo di smantellare leggi e contratti.

Che riaffermi la democrazia nei luoghi di lavoro ed il voto da parte dei lavoratori, di contratti e accordi, anche mediante una nuova legge sulla rappresentanza sindacale. E consapevoli del fatto che senza democrazia nei luoghi di lavoro non c’è democrazia nel Paese.

La distruzione dei diritti del lavoro comporta la distruzione dei diritti di tutti.

Oggi la FIOM-CGIL rappresenta uno dei punti più avanzati del conflitto democratico e sociale in corso nel paese. Non è infatti un caso che FEDERMECCANICA, CONFINDUSTRIA e Marchionne concentrino lì il loro furibondo attacco.

Per questo è il momento di stringerci intorno alla FIOM-CGIL per dare, anche tramite il nostro appoggio, legittimità e sostegno alla sua azione rivendicativa e di difesa intransigente e limpida dei principi fondamentali previsti dalla Carta Costituzionale.

Sottoscritto, ad oggi, dai seguenti soggetti politici, associativi e di movimento livornesi:

FEDERAZIONE DELLA SINISTRA - SINISTRA ECOLOGIA E LIBERTA’ - POPOLO VIOLA LIVORNO, FORUM NAZIONALE MOVIMENTO ACQUA PUBBLICA - LA FABBRICA DI LIVORNO

mercoledì 29 settembre 2010

DA UNA PARTE SOLA : CON LE “ TUTE BLU “

Noi, donne e uomini, lavoratori, precari , disoccupati, persone comuni aderiamo alla manifestazione nazionale promossa dalla FIOM-CGIL per il 16 ottobre.

La cancellazione del contratto nazionale di lavoro (che nei fatti lascerà più soli e deboli i lavoratori schiacciati dagli interessi delle aziende), lo smantellamento della scuola pubblica (tendente a riproporre una selezione di classe nella formazione della futura classe dirigente del nostro paese) non sono che l’esplicitazione plastica dell’attacco concentrico alla Costituzione Repubblicana e Antifascista, per un lunghissimo periodo attuato sul terreno istituzionale e della democrazia politica (svilimento del ruolo del Parlamento e delle assemblee elettive, leggi sostanzialmente maggioritarie, bipolarismo-bipartitismo..) ed oggi portato con una violenza senza precedenti sul terreno sociale ed economico.

E’ il piano della P2 di Licio Gelli che rischia di concretizzarsi!

Occorre agire subito, occorre trasformare il 16 Ottobre in una grande manifestazione di popolo, in una risposta forte ai padroni e al governo, per contrastare il tentativo di spazzare via il sindacato riducendolo a supino garante della pace sociale e delle ragioni dell’impresa, per rimettere al centro della azione politica i principi e i valori della nostra Costituzione.

Una manifestazione che riunifichi, anche simbolicamente, e dia sbocco alle tante lotte ( non solo dei metalmeccanici ) e ai tanti conflitti (come quelli nella scuola) che, nel tempo duro della crisi, si sono attivati.

Che impedisca l’arcaico scambio tra diritti e lavoro. Che affermi l’inderogabilità di leggi e contratti.

Che riaffermi la democrazia nei luoghi di lavoro e la validazione democratica, da parte dei lavoratori, di contratti ed accordi, consapevoli del fatto che senza democrazia nei luoghi di lavoro non c’e democrazia nel Paese.

La distruzione dei diritti del lavoro comporta la distruzione dei diritti di tutti.

Oggi la FIOM-CGIL rappresenta uno dei punti più avanzati del conflitto democratico e sociale in corso nel paese. Non è infatti un caso che FEDERMECCANICA, CONFINDUSTRIA e Marchionne concentrino lì il loro furibondo attacco.

Per questo è il momento di stringerci intorno alla la FIOM-CGIL per dare, anche tramite il nostro appoggio, legittimità e sostegno alla sua azione rivendicativa e di difesa intransigente e limpida dei principi fondamentali previsti dalla Carta Costituzionale.

lunedì 21 giugno 2010

Appello del Tavolo per il Lavoro

COSTRUIAMO UNA RETE EUROPEA DI OPPOSIZIONE
La vicenda di Pomigliano è emblematica dell'idea di fuoriuscita dalla crisi economica e sociale che ha il padronato: continuare sulla strada della competività internazionale giocata tutta sul costo del lavoro, comprimendo ulteriormente diritti e salari dei lavoratori, usando il ricatto della perdita di occupazione. (...) La Fiat chiede ai lavoratori di mettere nelle mani dell'impresa il proprio tempo e la propria dignità come unica possibilità per continuare a produrre e lavorare. Una versione, anche peggiore, della direttiva orario bocciata dal Parlamento europeo. Contemporaneamente, proponendo alle organizzazioni sindacali un testo non emendabile, di fatto la Fiat annulla il ruolo contrattuale del sindacato e il valore della rappresentanza collettiva dei lavoratori. Imporre le scelte padronali a Pomigliano e cambiare l'art.18 con il collegato al lavoro, modificare l'art.41 della Cost., vogliono raggiungere un unico obiettivo: la rinuncia al conflitto in favore dell'assoluto primato dell'impresa. Arrivando a mettere in discussione diritti costituzionali, e perciò indisponibili. Di fatto la Fiat vuole riscrivere la costituzione e cancellare il contratto nazionale, ed è gravissimo che ministri della Repubblica l'appoggino in ciò. In questo contesto la scelta della Fiom di non aderire al testo proposto dalla Fiat è un atto coraggioso di resistenza che va sostenuto e non isolato, perché in gioco c'è non solo il futuro dello stabilimento di Pomigliano ma il futuro delle condizioni di vita degli europei. Per questo ci rivolgiamo agli intellettuali, ai parlamentari, ai sindacalisti europei perché costituiscano una rete di opposizione alla ineluttabilità della via di uscita dalla crisi proposta dal nuovo capitalismo. Può nascere così uno spazio di discussione europeo capace di contrastare le politiche di dumping sociale tra gli stessi paesi della Ue.
Titti Di Salvo; Piero Di Siena; Roberta Fantozzi; Silvia Garambois; Alfonso Gianni; Betti Leone; Orazio Licandro; Roberto Musacchio; Gianni Pagliarini; Gianpaolo Patta; Rosa Rinaldi; Augusto Rocchi; Aldo Tortorella; Mario Tronti; Giorgio Mele; Francesco Garibaldo; Piergiovanni Alleva

Lettera aperta della Fiom ai giornali

LA FIOM Ai GIORNALI
Cari direttori dite la verità: la Fiat ci vuole licenziare
Il segretario generale Fiom Maurizio Landini
In questi giorni grande rilevanza viene data su tutti gli organi di informazione alla vicenda di Pomigliano. Abbiamo purtroppo verificato che i contenuti reali dell'intesa, quelli che hanno indotto la Fiom a ritenerla inaccettabile perché lesiva dei più elementari diritti dei lavoratori, fino a quelli costituzionali, non sono stati sufficientemente messi a conoscenza dell'opinione pubblica. Vi chiediamo quindi un particolare sforzo per dare adeguato spazio alla piena informazione sui contenuti dell'intesa. In particolare riterremmo di grande utilità che venisse resa pubblica la clausola contenuta al punto 15 dell'accordo separato: «Clausole integrative del contratto individuale di lavoro-Le Parti convengono che le clausole del presente accordo integrano la regolamentazione dei contratti individuali di lavoro al cui interno sono da considerarsi correlate ed inscindibili, sicché la violazione da parte del singolo lavoratore di una di esse costituisce infrazione disciplinare di cui agli elenchi, secondo gradualità, degli articoli contrattuali relativi ai provvedimenti disciplinari conservativi e ai licenziamenti per mancanze e comporta il venir meno dell'efficacia nei suoi confronti delle altre clausole».
Siamo all'introduzione di un principio di libera licenziabilità del lavoratore considerato inadempiente dall'azienda, principio che viola lo Statuto dei lavoratori e la Costituzione. La gravità di questa clausola non è stata messa a sufficiente conoscenza di un'opinione pubblica che pure è percorsa da un grande dibattito su altri temi nei quali si individuano lesioni alla Costituzione.