Circolo Salviano-Leccia-Scopaia-Collinaia-Limoncino-Valle Benedetta (Livorno)
martedì 16 agosto 2011
martedì 9 agosto 2011
Festa Comunista 2011
Avrà la durata di 9 giorni, ossia da sabato 20 a Domenica 28.
Tra pochi giorni pubblicheremo il programma.
martedì 5 aprile 2011
Intervista a Massimo Rossi portavoce FdS
Rossi insegna materie tecniche in un istituto professionale di Fermo, «una scuola di frontiera dove la metà degli studenti è fatta di immigrati e molti vengono da classi sociali deboli. Pensa che mentre noi siamo con l’acqua alla gola, la giunta regionale di centrosinistra delle Marche ha deciso di dare 600 mila euro a due scuole professionali cattoliche per fare corsi analoghi ai nostri». Ama il suo lavoro, se n’è distaccato solo per impegni amministrativi e dal 2009 ha ripreso la sua postazione. Ci racconta il suo nuovo impegno di portavoce della Federazione della Sinistra durante due ore buche dall’insegnamento.
Che ci fa uno come te in un esperimento politico che tiene insieme i comunisti del Prc di Ferrero e del Pdci di Diliberto, Socialismo Duemila di Salvi e Lavoro e società di Patta?
«Intanto queste quattro forze che lavorano insieme, e le tante soggettività che hanno scelto di stare nella Fds senza altre tessere di partito, sono la testimonianza che la Fds è qualcosa di diverso e di più dell’unità dei comunisti, a cui so che qualcuno pensa. Io credo invece che l’elemento da valorizzare sia il tentativo invertire il processo di frammentazione a sinistra, pur nel riconoscimento delle diversità, guardando con interesse all’esperienza di Izquierda Unida e della Linke. E’ un’idea diversa, più ambiziosa del cartello elettorale: è la ricerca, dentro la crisi della forma partito, di nuove forme della politica ».
Arrivato alla Fds dalle esperienze legate alla partecipazione e alla difesa dell’acqua pubblica e dei beni comuni, Rossi ha in mente concetti come la «democrazia insorgente» e riflette su come «mettere in rete la ribellione al pensiero unico». La sinistra che ha in mente somiglia più a esperienze come «Uniti contro la crisi» che all’unità dei comunisti. Questa è almeno l’impressione che resta dopo una lunga chiacchierata e un’antica frequentazione. Però le elezioni ci sono, e storicamente non sono il terreno in cui la sinistra dà il meglio di sé:
«E’ uno scoglio difficile perché mette in moto dinamiche poco conformi all’esigenza di costruire un percorso comune propositivo, alternativo a quello dominante. Non dimentico che viviamo in una stagione segnata da Berlusconi e dal berlusconismo, perciò è fondamentale cercare il massimo di unità sul terreno della difesa della democrazia. Però non credo che ci siano le condizioni per un’esperienza nazionale di governo, diverso è nei territori dove sono possibili e auspicabili accordi sul merito, basati sulle esigenze reali».
Come la mettete con Vendola e Sel?
«In tutte le mie esperienze amministrative sono stato candidato anche di Sel e in molte realtà lavoriamo in sintonia. Bisogna ammettere però che hanno un’altra impostazione politica e un’idea diversa dalla nostra sul rapporto con il centrosinistra. Penso a Torino, alla Fiat, e mi chiedo come si faccia ad appoggiare Fassino. Ma penso anche a Napoli, a Salerno, penso a realtà marchigiane come San Benedetto dove dopo una campagna importante sul territorio Sel si è messa con il Pd che sostiene un’idea e una pratica opposta di uso e sfruttamento del territorio. Io credo all’unità per, non all’unità di, e temo il politicismo».
Le vostre parole d’ordine nella campagna elettorale?
«La priorità dei contenuti, mettendo al centro la costruzione di un diverso modello sociale; un nuovo rapporto eletti cittadini basato sulla partecipazione, con gli eletti capaci di prescindere dall’appartenenza; la qualità delle relazioni, fuori da logiche di dominio e di egemonia in un movimento circolare capace di accogliere e valorizzare le differenze, a partire da quelle di genere».
Due sabati fa Massimo Rossi era a Roma in piazza San Giovanni per l’acqua pubblica e sabato scorso era a piazza Navona, contro la guerra «senza se e senza ma», impugnando la Costituzione. «La guerra è sempre un pantano di sangue». Buon lavoro, Massimo Rossi.
Tratto da "Il Manifesto" del 5/4/2011
mercoledì 23 marzo 2011
APPELLO PER IL PRESIDIO DI VENERDI' 25 MARZO ORE 17 - IN PIAZZA CAVOUR A LIVORNO
APPELLO PER IL PRESIDIO DI VENERDI' 25 MARZO ORE 17 - IN PIAZZA CAVOUR A LIVORNO
Da giorni sono in corso i bombardamenti della cosiddetta "Coalizione dei Volenterosi" sulla Libia.
Bombardamenti che rischiano di inasprire la guerra civile, di rafforzare il consenso a Gheddafi nella Tripolitania, di far entrare l’intero Mediterraneo in un vicolo cieco che potrebbe assomigliare a quello già sperimentato in Irak e in Afghanistan.
Le perplessità che hanno portato all’astensione di Brasile, India e Germania e dei membri permanenti Cina e Russia nel voto della risoluzione del Consiglio di Sicurezza 1973, crescono appena due giorni dopo l’inizio delle operazioni militari.
A parte i conflitti sul comando delle operazioni tra Francia, Inghilterra ed USA e il ruolo indefinito della NATO e dell’UE, chiaramente spaccate al loro interno da dissensi profondi, si manifesta il dietrofront della Lega Araba e dell’Unione Africana, oltre al ritiro dalle operazioni della Norvegia.
E’ sempre più evidente il rischio che questo intervento alimenti una inarrestabile spirale di guerra sia dentro che fuori la Libia. E il primo a pagarne le conseguenze, oltre alla popolazione civile, non può che essere il nostro Paese, che è geograficamente il più prossimo alla Libia ed il più interessato ad una vera pacificazione. Diversamente da altri paesi, come Francia, Inghilterra e USA, che, dietro il paravento umanitario, hanno decine di ragioni per alimentare uno scontro, da cui sperano di poter conseguire succosi ritorni economici e geopolitici.
In questi mesi di fronte a quello che succedeva a pochi chilometri dalla nostra costa, il Governo italiano, tutto concentrato a curare le proprie rendite di posizione nell’area e gli interessi personali del Presidente del Consiglio, si è distinto, per l’incapacità di comprendere quello che stava accadendo (prima in Tunisia ed in Egitto, poi in Libia) e per i clamorosi voltafaccia che hanno rovesciato nel loro opposto le posizioni pro- Ben Alì, pro-Mubarak e alla fine pro-Gheddafi, sostenute, in modo convinto, fino a pochi giorni prima.
Nel contempo ed in continuità con le lotte degli studenti, dei lavoratori e delle donne, il 12 marzo la parte migliore dell’Italia è di nuovo scesa in piazza per rivendicare la difesa di quella Costituzione che oggi viene ferita, con l'ennesima violazione dell’articolo 11 (“L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali…”).
Questa parte migliore del nostro paese ha il dovere di avanzare una proposta che possa fermare questa follia:
- UN CESSATE IL FUOCO IMMEDIATO ED INCONDIZIONATO!
- L’APERTURA DI CORRIDOI UMANITARI PER SOCCORRERE LA POPOLAZIONE!
- LA RIPRESA DI UNA VERA AZIONE DIPLOMATICA guidata da paesi od organizzazioni la cui azione possa rappresentare un reale impegno a trovare una soluzione pacifica, fuori dalle fin troppe evidenti ed interessate logiche economiche e geopolitiche.
Il Governo prenda atto che non ha più una maggioranza e rassegni le proprie dimissioni.
Chiamiamo tutte le forze politiche e sociali, ed i movimenti, sinceri e convinti sostenitori del “no alla guerra”, ad intraprendere una forte mobilitazione cittadina unitaria per riuscire a conseguire questi indispensabili obiettivi e per chiedere il rispetto della nostra Carta Costituzionale.
lunedì 21 marzo 2011
FDS SULL’INTERVENTO MILITARE IN LIBIA
Quanto sta accadendo in queste ore in Libia è gravissimo: Francia, Inghilterra e USA sono alla testa dell’ennesima avventura, che vede la stessa NATO divisa, e che ha come fine il mettere le mani sul petrolio e sul gas libici e non certo la salvaguardia della popolazione. La popolazione, come è noto, non si protegge con i cacciabombardieri, ma con la politica e la diplomazia.
Dopo Cina, Russia, India e Germania, ora anche la Lega Araba e l’Unione Africana stanno prendendo le distanze dall’intervento, mentre nel mondo si generalizzano i timori e le perplessità.
Il Governo prima stende tappeti d’oro al rais di Tripoli, poi con l’appoggio di PD e l’astensione di IDV, che fanno da stampella ad un esecutivo senza maggioranza, concede l’utilizzo delle nostre basi ed aerei per l’operazione militare. E’ una vergogna anticostituzionale e contraria agli interessi dell’Italia nel Mediterraneo.
Una vergogna che ha trovato l’avallo di quelle forze d’opposizione che solo il 12 marzo, hanno salutato le manifestazioni svoltesi unitariamente in mille città italiane per difendere quella Costituzione. E che oggi contribuiscono a stracciare ancora una volta il suo art. 11: non è possibile non vedere il paradosso di tutto ciò!
E’ bene ricordare che stiamo rischiando un nuovo Iraq ed Afghanistan a pochi Km da noi, impantanandoci in un'altra fallimentare “guerra umanitaria” ed esponendo il popolo libico ad un alto prezzo di sangue e l’Italia a gravi rischi politici ed economici!
Per fermare questa follia serve:
- Un CESSATE IL FUOCO IMMEDIATO ED INCONDIZIONATO!
- L’APERTURA DI CORRIDOI UMANITARI PER SOCCORRERE LA POPOLAZIONE!
- L’ISTITUZIONE DI UNA COMMISSIONE INTERNAZIONALE composta da paesi dell’area, ma anche latino americani ed europei interessati davvero a trattare con le parti in conflitto in Libia per realizzare una soluzione pacifica, fuori dalle logiche di spartizione coloniale.
Dato l’esito fallimentare della politica estera di questo Governo incapace, indegno e privo – tra l’altro – di una maggioranza parlamentare, riteniamo che le dimissioni siano un atto dovuto e non più rinviabile.
Chiamiamo a tutte le forze politiche e sociali, e ai movimenti, sinceri e convinti sostenitori del “no alla guerra”, di intraprendere una forte mobilitazione cittadina unitaria per riuscire a conseguire questi indispensabili obiettivi e per chiedere il rispetto della nostra Carta Costituzionale.
Livorno, 21 marzo 2011
FEDERAZIONE DELLA SINISTRA
LIVORNO
Presentazione del libro "Bentornato MARX!"
Sarà presente l'autore Diego Fusaro.
Comunicato stampa:
In un momento difficile per la Sinistra Italiana, in una fase in cui i Comunisti Italiani cercano di unirsi e di rilanciare la loro presenza, è possibile far rinascere un pensiero rivoluzionario? Da dove cominciare? La Federazione della Sinistra ne discute con Diego Fusaro, autore del del libro “Bentornato Marx! Rinascita di un pensiero rivoluzionario” (Bompiani, 2009), martedì 22 Marzo presso la Libreria Edison di Livorno a partire dalle ore 17:00. Si dice spesso che “Marx è morto”: lo si fa per affermare un fatto consumato, o piuttosto per liberarsi dall’assillo di uno spettro che continua a denunciare l’assurdità di un mondo rovesciato, in cui ci si preoccupa di salvare le banche con i soldi dei cittadini, e in cui le merci sono libere di circolare in ogni dove, ma non lo sono le persone? Da questa domanda prenderà avvio la presentazione del libro organizzata dall'Associazione Marx 21° a cui parteciperanno, oltre allo stesso autore, Diego Fusaro, Michele Mazzola e Lorenzo Cosimi, rispettivamente segretari del PdCI e del PRC.
giovedì 17 marzo 2011
Il gruppo FdS in provincia sulla questione discarica Limoncino-Monte La Poggia
Fin dall'inizio, da quando cioè è scoppiata la polemica sulla discarica al Limoncino è risultato evidente che ci trovavamo di fronte a un brutto pasticcio.
Non possiamo nasconderci che le autorizzazioni concesse alla società Bellabarba hanno limiti sul piano formale ma principalmente sono contestabili sul piano sostanziale. Sul piano formale proprio perché è mancato quel necessario percorso partecipato in evidente contraddizione con lo stesso programma di indirizzo di questa amministrazione. Sul piano sostanziale perché l'individuazione del Monte La Poggia, per molti aspetti risulta non idonea come impianto terminale di smaltimento.
L'aver presentato in consiglio provinciale le due mozioni e in tal modo aver considerato esaurito il ruolo della 3a commissione è da considerarsi un errore. Proprio sulla base della relazione del lavoro svolto dalla 3a commissione si potrebbero e dovrebbero ricercare soluzioni conseguenti e alternative alla attività di discarica.
Il centro del confronto politico deve rimanere attestato sul fatto che la concessione di discarica, in quella localizzazione, è da riconvertire con un progetto di reale risanamento ambientale.
Silvio Lami, capogruppo PdRc in Provincia
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domenica 20 febbraio 2011
La FdS sulla scomparsa di Luciano de Maio
Apprendiamo la notizia della prematura scomparsa di Luciano De Maio e non possiamo fare a meno di riflettere, prima di tutto, sull’ingiustizia di quest’ancora giovane vita spezzata da un male implacabile.
Una vita troppo breve, per quanto così ricca di passioni, di attività, di ideali, di dedizione agli altri ed alla sua città.
Luciano è stato un compagno di strada di tantissime battaglie democratiche e sociali.
Lo ricordiamo come un rigoroso, leale ed intelligente militante della pace e per la pace, come un militante contro le insopportabili ingiustizie che hanno attraversato e, continuano sempre più ad attraversare, questa nostra epoca.
Rigoroso, leale ed intelligente come lo era anche nel proprio lavoro. Giornalista per varie testate, aveva la capacità di scavare costantemente sotto la superficie della notizia e di portarne alla luce la sostanza vera. Aveva il dono di sapere annusare le contraddizioni dentro i fatti di cui era chiamato a dare conto. Sapeva interrogare quello spazio sfuocato che c’è spesso tra la rappresentazione di un fatto e la realtà per come gli si manifestava.
E’ una grave perdita per la nostra città che, oggi forse come mai, avrebbe bisogno che quelle capacità e quei valori che Luciano ha, con coerenza, incarnato, potessero crescere, moltiplicarsi, diventare seme per un nuovo risveglio civile, morale e democratico dei livornesi.
La Federazione della Sinistra di Livorno si stringe attorno ai familiari, agli amici ed ai colleghi de “Il Tirreno” e delle altre testate con cui Luciano ha collaborato, manifestando tutto il proprio dolore e la propria partecipazione.
Luciano non ti dimenticheremo!
Livorno, 20 febbraio 2011
Federazione della Sinistra - Livorno
mercoledì 15 dicembre 2010
Cina - Francescaglia: "Premio Nobel a Liu Xiaobo è oscenità"
di Francesco Francescaglia, responsabile Esteri PdCI-FdS
In piena guerra valutaria mondiale, gli Usa vorrebbero continuare ad imporre al mondo le scelte a loro più convenienti, ma si scontrano con le resistenze della Cina, che chiede un governo delle monete e non è disposta a favorire una svalutazione competitiva del dollaro a discapito della Cina stessa e di tutte le economie dei paesi emergenti.
Gli Usa hanno alzato i toni, ma non ottengono i risultati sperati. In questo quadro è arrivato un utile aiuto da Oslo: il premio Nobel per la
pace a Liu Xiaobo è una formidabile arma di pressione contro Pechino. Che la commissione per il Nobel della pace (tutta politica: i 5 membri sono eletti dal Parlamento norvegese) sia un covo al soldo dei neoliberisti è ormai acclarato, ma stavolta hanno davvero esagerato. Bisogna leggere “Charta 08”, il documento redatto da Liu Xiaobo, per capire di cosa stiamo parlando.
In quel testo si afferma che “Lo shock dell’impatto occidentale sulla Cina nel diciannovesimo secolo ha messo a nudo un sistema autoritario decadente”. Insomma, il brutale colonialismo occidentale in Cina avviato con le guerre dell’oppio, avrebbe avuto il positivo effetto di disvelare la decadenza della Cina imperiale. La Cina, prima del “secolo delle umiliazioni”, cominciato nel 1840, con gli attacchi dell’Inghilterra, era la più grande e prospera economia del mondo; la fine dell’impero e la (tormentatissima) repubblica arrivarono solo nel 1911-1912. Il colonialismo in Cina fu una enorme tragedia (cui partecipò anche l’Italia), che portò sangue, povertà ed impedì l’autodeterminazione del popolo cinese.
C’è, però, un’altra affermazione ancor più incredibile nel testo di "Charta08", questa: “La sconfitta dei nazionalisti a opera dei comunisti durante la guerra civile spinse la nazione verso l’abisso del totalitarismo”. Liu Xiaobao si rammarica della sconfitta di fascisti nazionalisti di Chiang Kai-shek!!! Quelli che dopo aver massacrato i comunisti e portato il paese alla guerra civile con l’appoggio Usa, si rifugiarono a Taiwan dove instaurarono una lunga dittatura di destra.
Ricapitolando: parlare degli effetti positivi del colonialismo e piangere la sconfitta del fascismo porta dritti dritti al premio Nobel per la pace!!! Hanno ragione i cinesi: una vera oscenità.
venerdì 26 novembre 2010
La FdS sul referendum
Non è che rinnovando il contenitore, miracolosamente la sanità livornese comincerà a funzionare meglio. Coloro che spingono verso il nuovo ospedale hanno provato a chiedersi quali sono i punti di criticità della sanità livornese? Dipendono esclusivamente dal contenitore?
Le liste di attesa per le prestazioni specialistiche sono lunghissime, manca completamente il settore della riabilitazione, non c’è una camera iperbarica, l’assistenza agli anziani e domiciliare, è insufficiente e si va verso un periodo in cui l’età media della popolazione sarà sempre più avanzata, la tanto evocata sanità decentrata sul territorio è ormai un miraggio, specialmente ora che è partita l’alienazione dei distretti socio sanitari per recuperare fondi per il nuovo ospedale.
Ce ne sarebbe abbastanza prima di imporre la scelta di un nuovo ospedale, perché sicuramente queste questioni non possono attendere decenni prima di essere risolte.
Quello che manca è la parte più importante, un vero progetto a 360° sulla ristrutturazione dei servizi socio sanitari (e aggiungerei assistenziali), e che rappresenta la vera necessità in questa città e a maggior ragione dovrebbe essere definita prima della realizzazione di un opera che avrà tempi di realizzazione molto lunghi e che vedrà la contemporaneità di fasi di gestione (costruzione del nuovo e progressiva dismissione del vecchio) che interesseranno la città fin dalle prime fasi.
Come è stato detto sta andando avanti il percorso verso la definizione di un ospedale come struttura per acuti, ma sono necessari interventi che ricompongano l’articolazione dei servizi sanitari in un’ottica di pariteticità e interdipendenza dell’ospedale e del territorio. Ad oggi nulla è stato fatto, nonostante le gravi criticità dei distretti sanitari sul territorio aggravati dai progetti di dismissione.
L’ospedale è ancora al centro di ogni prestazione, con l’evidenziarsi delle problematiche di cui dicevo prima. Ci vorrà una graduale e governata inversione di tendenza da parte degli utenti: nell’immaginario collettivo è ancora forte il concetto di maggiore affidabilità dell’ospedale , quindi bisognerà lavorare per valorizzare, anche sul piano del sentire comune, l’appropriatezza dei servizi territoriali. E’ evidente che questo percorso può avvenire nella misura in cui si riescono a trasferire sul territorio, e qui si parte da zero, dando loro visibilità, quelle quote di risposte svolte per anni dall’ospedale. Quindi livelli elevati di specializzazione, attraverso assetti organizzativi e processi di efficacia pari a quelli di una prestazione ospedaliera. Quindi una ristrutturazione dei servizi che vada di pari passo, anzi che inizi prima della costruzione dell’ospedale, quali ambulatori, quali presidi, quali consultori, perché è impensabile che si debba andare fin lassù per fare una radiografia, un prelievo, una terapia oncologica. E’ qui la grande sfida di modernità.
La scelta dell’amministrazione della localizzazione a Montenero è poi stata affidata a una semplice delibera di cambio d’uso delle aree, come se invece di un blocco ospedaliero, si dovesse fare un semplice ambulatorio, non è inserita nel piano regolatore, è fuori da una programmazione territoriale complessiva, si è usata una scorciatoia inaccettabile, dando quanto meno un pessimo esempio di governo del territorio. La zona di Montenero è delicata da un punto di vista ambientale, una zona paesaggistica pedecollinare da proteggere invece che cementificare ulteriormente e appesantire con progetti impattanti di viabilità (da realizzare non si sa bene con quali fondi). Impariamo a pensare ad un uso zero di territorio, a salvaguardare le nostre risorse naturali, evitiamo che la speculazione edilizia si appropri di tutto quel patrimonio che l’ASL vuole vendere, dentro e fuori l’ospedale attuale (a proposito ancora un piano definito di cosa verrà realizzato nel “vecchio” non esiste), cerchiamo di evitare che i vari progetti di project financing consegnino la sanità in mano ai privati, valorizziamo i piani alternativi che da più parti vengono proposti.
Infine un’ultima preoccupazione, si sta procedendo già ora alle ristrutturazioni e dimensionamenti di alcune Unità Operative, i posti letto soni inferiori numericamente che nell’attuale, non è che si vada anche verso un processo di dimensionamento dei lavoratori?
Tiziana Bartimmo
capogruppo Consigliare PRC- PDCI
Lorenzo Cosimi
(Consigliere comunale PRC-PDCI)
mercoledì 10 novembre 2010
Documento dei GC sul congresso della FdS
CONTRIBUTO ALLA DISCUSSIONE SUL RILANCIO DELLA SINISTRA E DEI COMUNISTI IN ITALIA, IN VISTA DEL 1^ CONGRESSO DELLA FEDERAZIONE DELLA SINISTRA
Organizzazione e radicamento: per rompere il muro della censura mediatica
E’ ormai evidente ad ognuno, tanto da divenire uno dei principali argomenti di discussione fra i compagni e le compagne, la censura mediatica che è stata instaurata a discapito della Federazione della Sinistra e dei comunisti in questo Paese. Per quanto proprio la FdS sia sempre stata in prima linea nella difesa della libertà d’informazione (manifestazione del 3 ottobre 2009 a Piazza del Popolo, mobilitazione estiva contro la legge bavaglio…), sembra che tutti i principali mezzi di informazione televisivi e cartacei abbiano scelto di “imbavagliarsi” ogniqualvolta si presenti la necessità di parlare della FdS o, più genericamente, delle lotte sociali che attraversano il nostro Paese. Una censura palesatasi in modo ancora più evidente in occasione della manifestazione del 16 ottobre scorso, quando le decine di migliaia di bandiere della Federazione, pure apparse, proprio per la loro presenza ovunque nel corteo, su foto e servizi televisivi, non sono bastate a volte nemmeno a degnare la FdS di una citazione nella cronaca della giornata.
Senza imboccare la scorciatoia del vittimismo, tuttavia, sarebbe opportuno riflettere su quanto la Federazione stessa abbia contribuito a generare la propria scomparsa dai media. La recente iniziativa dell’assessore toscano alle Politiche Sociali Salvatore Allocca (Prc/FdS), salito sul tetto di una struttura pubblica per denunciare la macelleria sociale del Governo, ci insegna che quando si costruisce una protesta visibile si riesce anche a bucare la quotidiana censura dei media (bastava leggere, in quei giorni, le prime pagine di tutti i principali quotidiani a diffusione regionale). Con la consapevolezza che la FdS non può inventarsi ogni giorno una nuova forma di lotta utile a dare visibilità alle nostre proposte e, con esse, alla condizione di milioni di lavoratori, studenti, precari, pensionati, disoccupati, anch’essi censurati, crediamo che l’unica risposta a questa situazione possa giungere dall’utilizzo sistematico e consapevole di quella struttura e di quel radicamento territoriale (sedi, circoli, militanti) che, in particolar modo grazie ai partiti preesistenti (Prc e Pdci), la Federazione possiede a differenza della stragrande maggioranza della altre soggettività politiche, come l’IdV, SEL, il PD (le cui “Feste Democratiche” vivono spesso solo grazie a personale assunto dal partito), per non parlare poi di forze di maggioranza come il PdL o l’UdC.
Ci lasciammo al Teatro Brancaccio a Roma, lo scorso 5 dicembre 2009 in occasione della kermesse che lanciava la Federazione della Sinistra, con l’impegno, nei mesi successivi, a portare avanti tre campagne nazionali che, muovendosi in tutti i territori, avrebbero dovuto caratterizzare la nascita e il progetto politico della FdS: acqua pubblica, no al nucleare, abrogazione della Legge 30. Ad un anno di distanza, con un’autocritica tanto severa quanto necessaria, possiamo dire che in merito a quell’impegno abbiamo fallito clamorosamente. La FdS, in questi mesi, è stata eccezionale per la sua capacità di stare e vivere in ogni conflitto, dalle lotte della FIOM e dei precari fino alle mobilitazioni degli studenti e dei ricercatori, ma non è riuscita a costruire poche e ben delineate campagne nazionali capaci di qualificarne il profilo politico e l’utilità sociale. Certo, 1 milione e 400mila firme raccolte per il referendum sull’acqua sono un risultato eccezionale cui la FdS, più di ogni altro soggetto politico, ha dato un contributo fondamentale; tuttavia, senza prescindere dall’indispensabile “offensiva unitaria”, in primis verso i compagni e le compagne di base di SEL, di cui tanto si è parlato, sarà impossibile rompere il muro della censura mediatica senza essere capaci di avviare su tutto il territorio nazionale, riscoprendo la necessità di organizzare e pianificare la propria azione, 2-3 campagne politiche proprie e caratterizzanti della Federazione della Sinistra. L’organizzazione del 16 ottobre, i pullman, i volantinaggi, le iniziative…, ha dimostrato che abbiamo i mezzi e le qualità per farlo. Non è più sufficiente parlare di “uscita a sinistra dalla crisi”. E’ necessario declinare tale slogan con proposte concrete, chiare e comprensibili da portare come FdS in ogni angolo del Paese.
Tornare a essere utili: fuori dal Parlamento, dentro gli enti locali
La migliore qualità dimostrata fino ad oggi dalla Federazione della Sinistra, come detto, è stata la sua capacità di essere presente in ogni vertenza, in ogni lotta, in ogni movimento. Tutti i compagni e le compagne, tuttavia, si saranno spesso trovati di fronte al dramma della “inutilità” del nostro soggetto; per capirsi meglio: a chi non è capitato di trovare l’operaio, cui sei capace di portare solidarietà attiva al picchetto o allo sciopero, che ti ringrazia ma poi va dall’IdV a chiedere l’interrogazione parlamentare per far conoscere la propria vicenda?
Consapevoli della necessità imprescindibile di ritrovare lo spazio che compete ai comunisti e alla sinistra, dentro il Parlamento a dar voce al mondo del lavoro oggi sistematicamente ignorato (vedi approvazione del Collegato al Lavoro che smantella l’Articolo 18 nell’indifferenza di PD e IdV), riteniamo estremamente utile, in virtù di quanto esposto nel primo punto di questo documento, ragionare in termini concreti su quali possibilità abbiamo oggi, in condizioni extraparlamentari, di risolvere almeno parzialmente questo nostro deficit di utilità. La Federazione della Sinistra è presente nei consigli regionali di moltissime regioni italiane; un dato importante che, considerate le nostre generali condizioni, dovremmo sfruttare maggiormente. In Toscana è stata presentata, nel corso della precedente legislatura, una proposta di legge contro le delocalizzazioni, per il sostegno all’occupazione e al controllo operaio sotto forma di cooperative (testo completo qua: http://www.rifondazionetoscana.it/?p=1332). In Umbria, nel corso della scorsa legislatura, era stata presentata una proposta di legge per l’introduzione del reddito sociale, in favore dei disoccupati, inoccupati o precariamente occupati (testo completo qua: http://www.prcumbria.it/files/pdl%20reddito%20sociale.pdf).
Riteniamo opportuno che, sfruttando il contesto del Congresso fondativo utile anche a definire il cammino da intraprendere nei prossimi mesi, sia stabilito che in ogni consiglio regionale ove la Federazione della Sinistra è presente siano riprese e presentate queste due proposte di legge, eventualmente affiancate da una terza pdl su tematiche legate al diritto allo studio, da elaborare nelle sedi opportune, al fine di avanzare su buona parte del territorio nazionale una concreta risposta dei comunisti e della sinistra ai problemi posti dalla crisi e dagli attacchi al mondo del lavoro e del sapere messi in atto dal Governo e da Confindustria. Naturalmente siamo consapevoli di quanto ciò che accade all’interno dei consigli comunali e delle giunte rimanga all’interno delle stanze del palazzo o nei trafiletti dei quotidiani locali. Per questo, riprendendo quanto detto già nel punto precedente del documento, crediamo sia utile a far tornare utile la FdS presentare tali proposte di legge e intorno ad esse costruire, su scala regionale, con un capillare lavoro sul territorio, un’informazione e un consenso di massa, a partire dal coinvolgimento di tutti i soggetti interessati (a partire dalla FIOM, per passare ai lavoratori in lotta, agli studenti, ai movimenti, alle associazioni…).
Rilanciare la sinistra, rilanciare i comunisti
In conclusione, senza entrare nel merito delle circostanze che hanno portato a celebrare il Congresso fondativo della FdS con questo regolamento e queste modalità, vorremmo esprimere tutto il nostro convinto sostegno al progetto della Federazione della Sinistra, che potrà e dovrà essere capace di rafforzarsi, a partire dal 22 novembre, con un’offensiva unitaria rivolta a tutto il panorama della sinistra italiana (partiti, movimenti, associazioni…) a partire da SEL e dai tanti compagni e compagne di quel partito che non intendono rivivere infauste personalizzazioni della politica. Per questo, per la sua natura necessaria e migliore possibile di “federazione”, siamo convinti che la FdS non debba ambire a diventare un nuovo partito, quanto a costruire una sempre più ampia aggregazione di soggetti, comunisti e non comunisti, che si riconoscono nella prospettiva del Socialismo del XXI secolo. Una Federazione della Sinistra dove, ci preme ricordarlo in vista dei congressi di PRC e PdCI, non è più comprensibile la presenza di due distinti partiti comunisti. Auspichiamo, dunque, il rafforzamento della Federazione della Sinistra e, al suo interno, di un soggetto comunista unitario capace di sostenere e guidare la battaglia per l’unità della sinistra e per la costruzione di una società nuova.
FIRMATARI
Dmitrij Palagi, coordinatore regionale Giovani Comunisti Toscana
Mattia Nesti, coordinatore provinciale Giovani Comunisti Pistoia
Diego La Sala, esecutivo regionale Giovani Comunisti Toscana
Alessandro Leoni, comitato politico regionale PRC Toscana
Enrico Pellegrini, segreteria regionale PRC Toscana
Andrea Parti, capogruppo PRC-PdCI Tavernelle Val di Pesa
Francesco Ricceri, coordinatore provinciale Giovani Comunisti Firenze
Niccolò Bassanello, coordinatore provinciale Giovani Comunisti Prato
Ylenia Borgianni, portavoce Giovani Comunisti Siena
Coordinamento provinciale Giovani Comunisti Pistoia
Paolo Filoni, portavoce Giovani Comunisti Montagna Pistoiese
Arturo Cavari, direttivo circolo Peppino Impastato Firenze
Massimo De Santi, comitato politico regionale PRC Toscana
Melania Bizzarri, Giovani Comunisti Siena
Giulio Baldassarri, coordinamento provinciale Giovani Comunisti Pistoia
Circolo Giovani Comunisti A.Giannini Montagna Pistoiese
Stefano Friani, federazione PRC Livorno
Bernardo Fallani, capogruppo PRC comune Pelago, segreteria provinciale PRC Firenze
Iacopo Borsi, segretario circolo “Lenin”, PRC Firenze
Renato Cavarretta, coordinatore provinciale GC Grosseto
Andrea Salutari, coordinatore provinciale Giovani Comunisti Torino
Fabio Valdiserri, segreteria prov. PRC Pistoia, comitato politico regionale PRC Toscana
Stefano Cristiano, segretario regionale PRC Toscana
Pilade Cantini, segretario circolo PRC Ponte a Egola, Pisa
Congresso della Federazione della Sinistra
Il congresso è aperto a tutti.
I lavori inizieranno alle ore 16.45.
Domenica, alle ore 13.15, alla fine dei lavori, presso la Federazione PRC di Livorno, si terrà un pranzo per autofinanziamento, in vista anche del referendum sulla localizzazione del nuovo ospedale a Livorno.
Siete invitati a partecipare numerosi.
sabato 2 ottobre 2010
FDS sui fatti di venerdì 1 ottobre
Leggiamo con stupore le prese di posizione irresponsabili di rappresentanti istituzionali e sindacali, in merito a quanto accaduto stamani davanti alla sede di Confindustria e della Cisl.
Irresponsabili perché confondono la causa con l’effetto: si guarda il dito invece della Luna.
Livorno vive una drammatica crisi sociale, con aziende che chiudono e tantissimi lavoratori che sono in cassaintegrazione, quando addirittura ad un passo dal licenziamento, di questo ci si dimentica con troppa facilità e superficialità: l’esasperazione e la rabbia è – tra i lavoratori – veramente tanta.
Sia contro Confindustria che tenta di demolire diritti, di cancellare il Contratto Nazionale di Lavoro e di ridurre ulteriormente salari già oggi da fame.
Sia contro alcuni sindacati. Ci si dimentica, infatti, che le divisioni che sono presenti nel mondo del lavoro, nascono proprio dall’azione unilaterale di sindacati minoritari – tra cui la Cisl – che da tempo firmano accordi e decidono a prescindere dalla volontà dei lavoratori.
E quando dei lavoratori arrivano addirittura a contestare l’organizzazione che dovrebbe difenderli, la cosa dovrebbe interrogare chi ha la responsabilità di dirigere quel sindacato, invece di lasciarsi andare a dichiarazioni inaccettabili come quelle del Segretario Regionale Cerza.
Caro Cerza, lo squadrismo non c’entra niente con quello che è accaduto: queste dichiarazioni manifestano o ignoranza o grave strumentalità!
La cosa che deve augurarsi la città e sui tutti dobbiamo essere impegnati, è quella di superare le polemiche inutili e di far crescere la risposta dei lavoratori all’aggressione sistematica a cui quotidianamente sono sottoposti, per costruire nella lotta una via d’uscita ad una crisi che rischia di travolgere l’intera economia del territorio.
Livorno, 01 ottobre 2010
FEDERAZIONE DELLA SINISTRA DI LIVORNO
mercoledì 29 settembre 2010
DA UNA PARTE SOLA : CON LE “ TUTE BLU “
La cancellazione del contratto nazionale di lavoro (che nei fatti lascerà più soli e deboli i lavoratori schiacciati dagli interessi delle aziende), lo smantellamento della scuola pubblica (tendente a riproporre una selezione di classe nella formazione della futura classe dirigente del nostro paese) non sono che l’esplicitazione plastica dell’attacco concentrico alla Costituzione Repubblicana e Antifascista, per un lunghissimo periodo attuato sul terreno istituzionale e della democrazia politica (svilimento del ruolo del Parlamento e delle assemblee elettive, leggi sostanzialmente maggioritarie, bipolarismo-bipartitismo..) ed oggi portato con una violenza senza precedenti sul terreno sociale ed economico.
E’ il piano della P2 di Licio Gelli che rischia di concretizzarsi!
Occorre agire subito, occorre trasformare il 16 Ottobre in una grande manifestazione di popolo, in una risposta forte ai padroni e al governo, per contrastare il tentativo di spazzare via il sindacato riducendolo a supino garante della pace sociale e delle ragioni dell’impresa, per rimettere al centro della azione politica i principi e i valori della nostra Costituzione.
Una manifestazione che riunifichi, anche simbolicamente, e dia sbocco alle tante lotte ( non solo dei metalmeccanici ) e ai tanti conflitti (come quelli nella scuola) che, nel tempo duro della crisi, si sono attivati.
Che impedisca l’arcaico scambio tra diritti e lavoro. Che affermi l’inderogabilità di leggi e contratti.
Che riaffermi la democrazia nei luoghi di lavoro e la validazione democratica, da parte dei lavoratori, di contratti ed accordi, consapevoli del fatto che senza democrazia nei luoghi di lavoro non c’e democrazia nel Paese.
La distruzione dei diritti del lavoro comporta la distruzione dei diritti di tutti.
Oggi la FIOM-CGIL rappresenta uno dei punti più avanzati del conflitto democratico e sociale in corso nel paese. Non è infatti un caso che FEDERMECCANICA, CONFINDUSTRIA e Marchionne concentrino lì il loro furibondo attacco.
Per questo è il momento di stringerci intorno alla la FIOM-CGIL per dare, anche tramite il nostro appoggio, legittimità e sostegno alla sua azione rivendicativa e di difesa intransigente e limpida dei principi fondamentali previsti dalla Carta Costituzionale.
domenica 29 agosto 2010
Discarica Limoncino, comunicato della Federazione della Sinistra
E’ del tutto singolare che siano dovuti passare tre giorni, prima che le amministrazioni che governano il nostro territorio si siano degnate di intervenire in merito alla questione della “discarica del Limoncino”. Ancora una volta ci troviamo di fronte al fatto compiuto, infatti i cittadini e le forze politiche presenti nelle assemblee cittadine e la circoscrizione competente sono state totalmente tenute all’oscuro di tutto, Non è possibile continuare così , anche perché non è solo un problema di cattiva comunicazione ma anche di programmazione, poiché vorremmo conoscere in modo approfondito la pericolosità dei detriti che verranno messi nella discarica, anche perché è emerso che vi saranno depositati rifiuti tossici dopo essere stati bonificati e vorremmo anche conoscere la loro provenienza. Questo territorio possiede un livello di inquinamento non secondario e con le ultime scelte fatte rischiamo che questo aumenti in maniera significativa, perché questa non avvenga occorre che si apra un dibattito franco e aperto tra tutti coloro che credono che ci possa essere un’altra idea per quanto riguarda l’approvvigionamento energetico e per lo smaltimento dei rifiuti in particolare la politica dei rifiuti zero. Partendo però da un dato di fatto ineluttabile, che queste siano scelte partecipate e condivise con tutti i soggetti della società civile e per primi i cittadini, i quali non possono essere coinvolti solamente ogni 5 anni per la tornata elettorale ma anche e soprattutto per lo sviluppo della città e del territorio.
Lorenzo Cosimi (Segretario federazione Livorno PRC )
Michele Mazzola (Segretario federazione Livorno PDCI)
domenica 18 luglio 2010
mercoledì 26 maggio 2010
Lucio Magri "Il sarto di Ulm una possibile storia del PCI"
il rilancio ed il rafforzamento della Rifondazione Comunista, intesa sia come partito che come tentativo di ricostruire una prospettiva ideale, una teoria ed una prassi per i comunisti del 3° millennio, deve rifuggire da un duplice rischio che purtroppo in tutti questi anni ha caratterizzato la nostra vicenda politica, ovvero da un lato la "riesumazione" di ciò che fu, e dall'altro la "rimozione" di qualcosa ritenuta ormai "indicibile".
In questo quadro dobbiamo, insieme all'iniziativa politica, recuperare la capacità di indagare la nostra storia, studiare il presente, e cominciare a tratteggiare il futuro.
Un contributo importante in questa direzione è certamente il bellissimo libro di Lucio Magri "Il sarto di Ulm una possibile storia del PCI" un lavoro onesto intellettualmente, approfondito e ricchissimo di stimoli.
E' quindi importante non perdere una prima occasione di discussione rappresentata dalla presentazione del libro di Magri, alla presenza dell'autore, che si terrà
Martedì 1 Giugno dalle ore 17.30 presso la Libreria Gaia Scienza in via D. Franco a Livorno.
Saluti Comunisti,
Stefano Cristiano, segr. regionale PRC
giovedì 20 maggio 2010
Al via il congresso della Federazione della Sinistra
di Davide Pappalardo
su redazione del 19/05/2010
Oggi, mercoledì 19 maggio, il Consiglio nazionale della Federazione della Sinistra, ha dato il via al percorso congressuale definendone le tappe. E’ stata dunque una riunione importante perché è stato stabilito di procedere con la Federazione rispettando i tempi prestabiliti.
Il fatto rilevante, la novità politica, si registra finalmente una operazione unitaria che mette in moto una inversione di tendenza rispetto alla frammentazione che si è determinata negli ultimi 20 anni. E’ certo allo stesso tempo questo un processo difficile e quindi è normale che ci siano punti di vista diversi , come quello di Gianpaolo Patta di Lavoro e Solidarietà, che pur confermando interesse e internità rispetto alla Federazione, ha sostenuto che sarebbe stato migliore un percorso congressuale più lungo nei tempi.
Nel corso del dibattito è stato nuovamente sottolineato il fatto che occorre lavorare anche per una più ampia unità a sinistra, per trovare convergenze con Sinistra e libertà e con i partiti e i movimenti a sinistra del Pd ed è stata confermata la disponibilità a costruire un fronte comune per battere le destre, a partire da un accordo su alcune questioni democratiche: legge elettorale, difesa della Costituzione, legge sul conflitto di interessi.
Per quanto riguarda le decisioni operative, così come previsto dagli accordi sulla rotazione della carica di portavoce, sarà Cesare Salvi, presidente di Socialismo 2000, a rappresentare la Federazione in questo incarico. E’ stato inoltre deciso di istituire due commissioni congressuali, la commissione politica e quella per il regolamento, così come di dare avvio al tesseramento, con la distribuzione delle tessere a tutti i territori e di concludere il percorso congressuale entro il 2010.
La discussione è stata introdotta da Paolo Ferrero, segretario del Prc e portavoce fino ad oggi, e conclusa dal nuovo portavoce Cesare Salvi.
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martedì 20 aprile 2010
Il 24 parte in tutta Italia la raccolta firme
Il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, costituito da centinaia di comitati territoriali che si oppongono alla privatizzazione, insieme a numerose realtà sociali e culturali ha deciso di promuovere 3 quesiti referendari, depositati presso la Corte di Cassazione di Roma mercoledì 31 marzo 2010. Sosterranno tale iniziativa anche diverse forze politiche.
A partire dal sabato 24 aprile inizieremo la raccolta delle firme, in tre mesi dovremo arrivare almeno a quota 500.000 per poter richiedere i referendum. I banchetti per la raccolta delle firme saranno allestiti su tutto il territorio nazionale.
I tre quesiti vogliono abrogare la vergognosa legge approvata dall’attuale governo lnel novembre 2009 e le norme approvate da altri governi in passato che andavano nella stessa direzione, quella di considerare l’acqua una merce e la sua gestione finalizzata a produrre profitti.Dal punto di vista normativo, l’approvazione dei tre quesiti rimanderà, per l’affidamento del servizio idrico integrato, al vigente art. 114 del Decreto Legislativo n. 267/2000.
Tale articolo prevede il ricorso alle aziende speciali o, in ogni caso, ad enti di diritto pubblico che qualificano il servizio idrico come strutturalmente e funzionalmente “privo di rilevanza economica”, servizio di interesse generale e privo di profitti nella sua erogazione.
Verrebbero poste le premesse migliori per l’approvazione della legge d’iniziativa popolare, già consegnata al Parlamento nel 2007 dal Forum italiano dei movimenti per l’acqua, corredata da oltre 400.000 firme di cittadini. E si riaprirebbe sui territori la discussione e il confronto sulla rifondazione di un nuovo modello di pubblico, che può definirsi tale solo se costruito sulla democrazia partecipativa, il controllo democratico e la partecipazione diretta dei lavoratori, dei cittadini e delle comunità locali.
Vogliamo togliere l’acqua dal mercato e i profitti dall’acqua.
Vogliamo restituire questo bene comune alla gestione condivisa dei territori.
Per garantirne l’accesso a tutte e tutti. Per tutelarlo come bene collettivo.
Per conservarlo per le future generazioni.
lunedì 12 aprile 2010
L’ITALIA CHE RIPUDIA LA GUERRA ALZI LA VOCE PER CHIEDERE LIBERAZIONE MEDICI EMERGENCY

Il ministro Frattini ha affermato che se le accuse ad Emergency fossero vere da italiano si vergognerebbe . Ci permettiamo di domandare al Ministro : perché si vergogna di tre medici che curano tutte le vittime della guerra e non spende una parola di sdegno quando le truppe Nato, di cui i militari italiani fanno parte, massacrano civili?
Il governo italiano brucia 2 milioni di euro al giorno per sostenere un governo come quello Karzai, fondato sulla frode elettorale, la corruzione e la gestione dei signori della guerra del mercato dell’oppio. Allo stesso tempo si scaglia inopinatamente contro la parte migliore del nostro Paese che salva in quelle zone il buon nome dell’Italia infangato dalla nostra partecipazione alla guerra. Mentre rinnoviamo la richiesta al governo di pretendere l’immediato rilascio dei tre medici arrestati, ci uniamo all’appello di Gino Strada rivolto ai cittadini e alle cittadine affinché sottoscrivano la solidarietà ad Emergency sul sito dell’organizzazione (www.emergency.it). L’Italia che ripudia la guerra alzi la voce, fermi questa vergogna.
